
Lo strumento USER JOURNEY è un metodo di progettazione che consente di osservare e comprendere come uno spazio viene effettivamente vissuto da coloro che lo abitano o lo utilizzano quotidianamente. Il suo obiettivo è quello di analizzare le esperienze reali degli utenti, identificare i punti critici e le esigenze e scoprire opportunità concrete per migliorare l’utilizzo degli spazi.
Partendo dalla planimetria, ogni studente viene guidato nella mappatura dei percorsi, delle azioni e delle interazioni che avvengono all’interno dello spazio.
L’approccio è semplice ma efficace: prima di rinnovare o arredare uno spazio, è fondamentale capire come viene utilizzato quotidianamente, il suo potenziale e i suoi limiti.
Spesso il design parte da una visione funzionale o estetica di uno spazio. Questo strumento capovolge questa prospettiva, partendo dalla vita reale così come si manifesta nell’ambiente e prendendo in considerazione sia le esigenze espresse sia quelle implicite, per produrre soluzioni di design più empatiche, coerenti e personalizzate.
Il processo di mappatura è incentrato su uno strumento di user journey, che può essere stampato su fogli A3 o, preferibilmente, riprodotto su un grande foglio a righe o su un rotolo di carta per lasciare più spazio alla collaborazione, ai post-it e alle annotazioni. Una pianta dello spazio da ridefinire viene utilizzata come elemento di supporto e può essere allegata alla superficie del percorso dell’utente o sviluppata separatamente su un foglio A3. Lo scopo è quello di analizzare i flussi, annotare i punti critici, specificare le esigenze degli utenti ed evidenziare le opportunità di progettazione.
Questa metodologia trae ispirazione dal Design Thinking e dall’Human-Centered Design, dove l’utente non è un osservatore passivo ma un partecipante attivo nel ripensare lo spazio.
Perché è uno strumento fondamentale nel design?
Ogni ambiente – una casa, una stanza, una struttura educativa o un luogo di lavoro – ha funzioni specifiche: riposare, cucinare, ospitare persone, lavorare, prendersi cura di sé stessi o degli altri. Tuttavia, possono esserci notevoli discrepanze tra le funzioni previste e l’uso effettivo dello spazio: aree sottoutilizzate, ostacoli all’uso, mancanza di comfort o privacy, stimoli eccessivi o esigenze insoddisfatte e inosservate.
- Lo strumento USER JOURNEY rende visibile ciò che spesso rimane implicito, come ad esempio:
- Dove si verificano punti di congestione o stress (ad esempio, “tutti passano dallo stesso punto nello stesso momento”);
- Quali aree sono poco utilizzate o evitate e perché;
- Dove si riscontrano comfort, benessere e sicurezza, e dove invece sorgono disagio o frustrazione;
- Quali funzioni mancano o potrebbero essere migliorate (ad esempio un angolo lettura, una zona relax o un’area sociale)?
- Come le abitudini e le routine quotidiane influenzano il modo in cui vengono utilizzati gli spazi;
- Come sono distribuite le relazioni sociali all’interno dell’ambiente (ad esempio, spazi condivisi rispetto a spazi privati).
Tutte queste informazioni diventano materiale prezioso per progettare, ristrutturare o migliorare uno spazio in modo mirato, realistico e incentrato sull’utente.

Un metodo concreto per progettare a partendo dall’esperienza vissuta
Il vantaggio dello strumento USER JOURNEY consiste nella sua capacità di trasformare le esperienze personali in intuizioni visive e tangibili. Utilizzando post-it colorati, linee tracciate, parole chiave, simboli e codici visivi, è possibile mappare:
- percorsi e spostamenti quotidiani;
- momenti di tensione, conflitto o difficoltà;
- desideri e idee di cambiamento;
- emozioni legate alle diverse aree dello spazio.
Il risultato non è semplicemente un foglio riempito di schizzi e appunti, ma una vera e propria mappa esperienziale: una storia visiva che rivela come uno spazio viene vissuto, da chi e con quali aspettative.
Questo processo è particolarmente utile nei contesti di co-progettazione, specialmente quando si opera con gruppi vulnerabili, famiglie, comunità educative o ambienti pubblici che devono soddisfare un’ampia gamma di esigenze ed esperienze.
Applicazioni di progettazione
Una volta completato il PERCORSO DELL’UTENTE, il progettista può:
- Progettare nuovi mobili o layout spaziali che soddisfino meglio le esigenze degli utenti;
- Coinvolgere gli utenti nel processo di ristrutturazione, creando ambienti realmente su misura per le persone che li vivono e interagiscono al loro interno.
- Personalizzare materiali, illuminazione, colori e acustica in base alle reali esigenze degli utenti;
- Individuare opportunità di miglioramento a basso costo;
- Identificare le aree da ottimizzare, come gli spazi sociali, le zone tranquille o i passaggi troppo affollati;
Uno strumento accessibile e adattabile
Lo strumento USER JOURNEY non richiede competenze tecniche avanzate: è accessibile, intuitivo e altamente flessibile. Tutti possono utilizzarlo in base alle proprie capacità espressive e cognitive, rendendolo adatto a contesti educativi e sociali.
Grazie all’utilizzo di materiali semplici, è possibile riprodurre immediatamente il prodotto in diversi ambienti, anche senza attrezzature o tecnologie specializzate.
Una lente pratica per comprendere la vita quotidiana
Ogni linea tracciata, ogni nota scritta e ogni simbolo scelto coglie un’istantanea autentica del rapporto tra le persone e lo spazio. Le informazioni raccolte non vengono considerate dati rigidi, ma spunti narrativi e progettuali, intuizioni sottili che spesso rivelano molto più di quanto potrebbero mai fare un’intervista o un questionario.
Questo strumento favorisce l’empatia nella progettazione, aiutando a comprendere come le persone si muovono all’interno di uno spazio, cosa cercano, dove provano disagio e dove trovano un senso di benessere o appartenenza. È particolarmente utile nei progetti di ristrutturazione e rigenerazione degli spazi, poiché fornisce un quadro realistico di come gli spazi vengono realmente vissuti, rivelando bisogni inespressi, desideri nascosti e opportunità di miglioramento significative.

Facilmente adattabile e scalabile
Lo strumento può essere ampliato o adattato a seconda del gruppo target, della complessità dell’ambiente o del livello di esplorazione desiderato. I materiali possono essere modificati, ad esempio con simboli visivi, domande guida o colori più intuitivi, per renderli accessibili agli utenti con vulnerabilità o in contesti multiculturali.
Allo stesso tempo, la natura modulare dell’attività consente di utilizzarla nella formazione, nella co-progettazione, nel supporto educativo o nei processi di progettazione partecipativa.
Pronto all’uso, facile da riprodurre
Le informazioni raccolte durante l’attività possono essere condivise visivamente o verbalmente, dando voce alle esperienze individuali e creando nuove possibilità di progettazione basate sulla realtà della vita quotidiana. All’interno del programma di formazione, il percorso USER JOURNEY viene presentato per la prima volta durante la fase teorica, dove gli studenti sono invitati ad applicarlo agli spazi che conoscono bene o in cui vivono, usando la loro esperienza quotidiana come punto di partenza.
Lo strumento USER JOURNEY è stato concepito come uno tool operativo e riflessivo, progettato per supportare gli studenti di questa formazione in un’esplorazione concreta e simbolica di come gli spazi vengono realmente abitati. Va oltre la raccolta di informazioni tecniche su planimetrie o percorsi funzionali: rivela una mappa vissuta composta da gesti quotidiani, difficoltà, abitudini, emozioni e interazioni sociali.
Dopo aver completato il modello, gli studenti visualizzano il loro rapporto con lo spazio: dove si muovono, dove si fermano, quali aree frequentano di più, dove provano disagio o conflitto e quali angoli offrono benessere, sicurezza o autonomia. Questa prima attività aiuta gli studenti a sviluppare consapevolezza, empatia e sicurezza nell’osservare e interpretare le esperienze spaziali.

Ogni linea tracciata, ogni colore scelto e ogni commento scritto sul foglio rappresentano una forma di autocoscienza su come si vive lo spazio e su cosa potrebbe essere trasformato per renderlo più adatto alle esigenze personali.
Lo strumento si basa su un approccio progettuale partecipativo: non è il progettista a definire ciò che è “giusto” per l’utente, ma è l’utente stesso a fornire indicazioni preziose su ciò che funziona, ciò che manca e ciò che potrebbe essere migliorato. Questo approccio è ulteriormente rafforzato dall’attività svolta in ambienti di vita reali condivisi da persone vulnerabili, coinvolgendole attivamente come utenti finali degli spazi.

Lo strumento non si focalizza sul giudizio o sulle prestazioni, ma sulla ricostruzione dell’esperienza spaziale e percettiva. Per questo motivo, può essere utilizzato in una vasta gamma di contesti – educativi, sociali o terapeutici – e con utenti di diverse età, culture e abilità. Lo strumento USER JOURNEY supporta un passaggio graduale dall’auto-esplorazione al miglioramento spaziale guidato dall’utente.
Un ponte tra esperienza vissuta, emozione e spazio
Lo spazio non è neutro: modella il comportamento, accoglie o esclude, favorisce determinate azioni e ne limita altre. Questo strumento aiuta a interpretare lo spazio attraverso le esperienze quotidiane, traducendo il progetto architettonico in un paesaggio emotivo fatto di azioni, percorsi, relazioni, bisogni e potenzialità latenti.
Ogni elemento che emersa durante l’attività – un percorso tortuoso, un punto di congestione, un’area evitata, una frase ricorrente o un’esigenza non espressa – non deve essere interpretato come una regola fissa o un dato standardizzato. Al contrario, funge da indicazione significativa, guidando le decisioni di progettazione verso soluzioni più coerenti, inclusive e sostenibili.
Indicatori qualitativi utili per la progettazione
Durante l’attività, lo studente raccoglie una serie di osservazioni significative, quali:
- Punti critici: aree in cui si concentrano problemi significativi (disordine, usi contrastanti, disagio, sovraffollamento).
- Esigenze dell’utente: bisogni impliciti o espliciti, quali il desiderio di privacy, orientamento, interazione sociale, contenimento o accessibilità.
- Opportunità: potenziali miglioramenti relativi all’illuminazione, ai materiali, alla disposizione dei mobili o alla distribuzione delle funzioni.
- Azioni frequenti: attività quotidiane che richiedono un miglior supporto spaziale (ad esempio, aree di circolazione caotiche, assenza di zone cuscinetto o spazi di decompressione).
- Aree sottovalutate: spazi che sono raramente o mai abitati e che potrebbero essere riattivati.
- Zone simboliche: luoghi che hanno un significato emotivo o rituale, anche se non sono “funzionali” in senso stretto.

Nel loro insieme, questi indicatori qualitativi formano una lettura stratificata dello spazio che va oltre i parametri misurabili. Mostrano come gli ambienti vengono realmente vissuti, appropriati e negoziati nel tempo. Piuttosto che fornire risposte definitive, gli indicatori aprono questioni di progettazione, aiutando a identificare priorità, tensioni e possibilità latenti.
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