WellHome – Interior Design per il Benessere

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Lezione 5 – Utilizzo dello strumento: prospettive del facilitatore e dello studente

Con lo strumento LANGUAGE OF COLOUR, il facilitatore assume il ruolo di mediatore percettivo e guida. L’obiettivo non è quello di trasmettere conoscenze tecniche o indirizzare gli studenti verso soluzioni “corrette”, ma di favorire un’esperienza coinvolgente e rispettosa in cui il colore diventi uno strumento narrativo, emotivo e di progettazione.

Per svolgere l’attività, il facilitatore:

  • crea un ambiente stimolante ma ben organizzato, mettendo a disposizione tavole da disegno, acquerelli e materiali di supporto che incoraggiano l’esplorazione pur mantenendo chiarezza e ordine;
  • presenta i concetti fondamentali in modo accessibile e coinvolgente – tra cui il significato dei colori, il contrasto, la gerarchia cromatica e la sinestesia – adattando sia il linguaggio che il livello di approfondimento al gruppo e al contesto specifici;
  • sostiene l’esplorazione individuale di ogni studente, incoraggiando scelte intuitive libere da giudizi estetici o aspettative;
  • facilita la riflessione finale valorizzando il processo piuttosto che il risultato, interpretando ogni composizione come un’espressione unica anziché come un esercizio di valutazione, ponendo l’accento sull’esperienza percettiva ed emotiva.

Lavorando con studenti aventi esigenze speciali diverse o provenienti da contesti culturali diversi, il facilitatore adatta l’attività per garantirne l’accessibilità. Ciò può comportare la riduzione della complessità delle scelte, l’introduzione di stimoli tattili, la fornitura di parole chiave a supporto della verbalizzazione e la proposta di esercizi sinestetici semplificati.

Grazie all’ascolto empatico e a un approccio non giudicante, il ruolo del facilitatore consiste nel creare un ambiente sicuro e solidale in cui gli studenti possano riconoscersi, sperimentare liberamente e dare forma visiva alla propria identità ambientale.

Attraverso l’uso guidato dei colori come elementi dominanti, subdominanti e di accento, gli studenti acquisiscono la capacità di creare un equilibrio visivo e funzionale – una competenza essenziale per progettare ambienti armoniosi che si integrino in modo coerente con il contesto circostante.
Ogni colore scelto non solo svolge una funzione estetica, ma contribuisce anche alla percezione della profondità, del comfort e dell’identità spaziale.

Gli studenti sono invitati ad associare coppie di sensazioni contrastanti (ad esempio, freddo/caldo, ruvido/liscio, calmo/agitato) a colori specifici, costruendo gradualmente un vocabolario percettivo che sostenga il design thinking multisensoriale e la capacità di rispondere alle esigenze di gruppi di utenti diversi o vulnerabili.

Durante tutto il processo, ogni decisione simula scenari progettuali reali: le composizioni cromatiche fungono da prototipi visivi e sensoriali di spazi domestici o collettivi, traducendo atmosfere desiderate, requisiti funzionali e intenzioni comunicative.


I risultati vengono poi condivisi, analizzati e discussi al fine di rafforzare la capacità degli studenti di articolare le scelte progettuali e di comprendere come il colore – quando integrato con materiali, luce e volume spaziale – possa influenzare la qualità percettiva ed emotiva degli ambienti.

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