
Lo strumento OSSERVARE è stato creato per guidare gli studenti attraverso un processo di autoriflessione delicato ma incisivo, ponendo le basi per una progettazione degli spazi realmente personalizzata. La sua funzione principale non è né diagnostica né valutativa, ma narrativa ed esplorativa, poiché aiuta le persone a riconoscere e articolare chi sono, cosa desiderano e cosa le fa stare bene.
Tra i suoi obiettivi principali rientra la stimolazione della consapevolezza di sé, intesa come capacità di identificare gusti personali, bisogni, ricordi e preferenze relative agli spazi abitativi. In particolare, lo strumento consente il manifestarsi di elementi che spesso rimangono impliciti: atmosfere, rituali quotidiani, materiali o colori che evocano comfort o disagio. Questo processo valorizza la soggettività e coinvolge attivamente lo studente nella progettazione del proprio ambiente.
Inoltre, lo strumento facilita una comunicazione profonda tra chi sottopone il questionario e chi lo compila. Le risposte diventano terreno fertile per un dialogo empatico, la costruzione di un rapporto di fiducia e di reciproca apertura. Il facilitatore non assume un ruolo direttivo, ma funge da guida, incoraggiando la narrazione, accogliendo le emozioni e traducendo i contenuti emersi in materiali rilevanti per la progettazione. Il questionario aiuta anche a costruire un quadro identitario iniziale, che può essere successivamente ampliato utilizzando altri strumenti sensoriali, esperienziali o di progettazione.
Questo quadro iniziale non è né rigido né statico; si evolve insieme all’individuo e può essere integrato nel tempo. La versione attuale dello strumento è progettata per favorire un dialogo profondo e ludico al tempo stesso, attivando la memoria, l’immaginazione, la sensibilità estetica e la consapevolezza emotiva.
Per questo motivo, può essere utilizzato non solo come esercizio scritto ma anche come base per attività creative: collage visivi, disegni, raccolte di immagini, parole chiave ritagliate o elementi colorati e decorati a mano. In questo modo, il questionario diventa un’esperienza narrativa a più livelli, capace di coinvolgere anche persone con vulnerabilità, resistenze o abilità espressive parziali.

Interpretazione dei dati
Le risposte raccolte attraverso lo strumento OSSERVARE devono essere intese come tracce narrative piuttosto che come dati oggettivi da misurare o classificare rigidamente.
L’approccio raccomandato è qualitativo e fenomenologico, focalizzato sull’ascolto profondo e sulla decodifica simbolica. Ogni parola, immagine, disegno, scelta cromatica o preferenza funge da segnale che può riflettere riferimenti emotivi, desideri latenti, bisogni inespressi o contenuti relazionali rilevanti.
Il facilitatore, durante o dopo il processo di completamento, può annotare parole ricorrenti, metafore ripetute, contrasti interni (ad esempio, tra desideri e paure), omissioni significative o elementi che emergono con particolare forza. È importante mantenere una prospettiva non giudicante:
osserva non solo ciò che lo studente sceglie di condividere, ma anche ciò che evita, minimizza o enfatizza. Queste osservazioni non sono destinate a diventare interpretazioni psicologiche, ma devono essere trattate come materiale narrativo utile per creare uno spazio di progettazione più sensibile e coerente.
In questo senso, ogni risposta – verbale, visiva o grafica – può servire come chiave per informare la progettazione spaziale. Ad esempio, se uno studente esprime amore per la luce, gli spazi aperti, la natura o una particolare atmosfera, questa informazione diventa preziosa per definire colori, materiali, arredi e layout funzionali in linea con la sua esperienza vissuta. Allo stesso modo, un ricordo doloroso, una parola evitata o un tono di sfiducia possono guidare il progettista a evitare soluzioni eccessivamente intrusive o sovrastimolanti.
I dati raccolti non hanno valore diagnostico; il loro scopo è relazionale e orientato al design. Questo strumento non produce un “profilo” dello studente, ma crea piuttosto una mappa emotiva e simbolica che accompagna e guida le decisioni ambientali. Quando integrato con altri strumenti del processo (sensoriali, esperienziali o basati sul design), questo materiale aiuta a trasformare spazi neutri in ambienti riconoscibili, accoglienti, rigeneranti e che affermano l’identità.
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